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Alcune Immagini Della gita a LAVARONE

31 Agosto 2003


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Lavarone
La Grande Guerra arriv˛ sull'altopiano nel 1914 con la chiamata alle armi di molti lavaronesi in seguito alla dichiarazione di guerra dell'Austria Ungheria alla Serbia e, nel maggio successivo, gli altipiani vennero a trovarsi in prima linea: il 24 maggio del 1915 il silenzio di queste montagne fu rotto dallo scoppio sordo delle granate. La popolazione ancora sul territorio, principalmente donne, bambini e anziani, venne fatta sfollare e inizi˛ per loro la triste esperienza dei profughi nelle baracche nel campo di Braunau           (  Alta Austria ). 

 

Dopo pi¨ di tre anni, nel Natale del 1918 la gente pote tornare alle proprie case, trovandole razziate dai militari e danneggiate dai bombardamenti. La comunitÓ di Lavarone pag˛ il suo tributo alla Grande Guerra 1914-18 con 188 vittime e con uno strascico di miseria che si protrasse per molti anni a seguire.

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Il percorso espositivo si sviluppa su tre piani del Blocco Casamatte della fortezza con temi distinti ma necessariamente connessi. Le sale del pianoterra sono dedicate alla spiegazione delle origini e delle particolaritÓ del sistema di fortezza degli altipiani ed, in particolare, alla storia del forte e del suo supporto con la comunitÓ. 

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Al primo piano vengono delineati gli eventi e le operazioni militari che ebbero protagonisti gli altipiani, ma nell'ambito del pi¨ ampio contesto nazionale ed europeo. Il secondo piano Ŕ dedicato ai temi della Grande Guerra: la trincea, la vita dei soldati, la " guerra industriale ", la propaganda e la memoria. Con una guarnigione di 200 soldati sotto la guida di un tenente, la fortezza assolve pienamente alla propria funzione difensiva e di supporto alle azioni militari. Sebbene sottoposto a pesanti bombardamenti provenienti dalle artiglierie italiane di posta a Porta Manazzo,

 

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Campolongo e Campomolon, seppe resistere malgrado i danni subiti: infatti non appena i bombardamenti cessavano, i soldati del forte provvedevano al ripristino delle strutture lesionate.